
In questi anni di formazione ci vengono offerte varie possibilità di esperienze pastorali. Da due anni sto facendo un cammino con GiOC (Gioventù Operaia Cristiana) di Alba. Il mio percorso, dopo un camposcuola estivo, è iniziato nel novembre 2008 con la partecipazione al gruppo “militanti” di Alba.
Frequentando, ormai da oltre un anno questa realtà, la prima parola che verrebbe in mente per esprimermi al meglio su tale esperienza sarebbe – sicuramente – la parola “gratitudine”.
Gratitudine per ciò che la mia formazione sta ricevendo dall’incontro con tante storie di giovani impegnati sul lavoro; gratitudine per la scoperta di valori importanti come il silenzio e l’ascolto in un cammino formativo di gruppo; gratitudine per la condivisione “reale” di un pezzo di storia d’umanità – quella dei giovani lavoratori – che, agli occhi di Dio, ha un posto privilegiato.
Più trascorre il tempo, più è forte il sentimento di gratitudine verso ciò che ho ricevuto e ricevo da questa associazione: nulla di eccezionale, certo, ma tutto di essenziale nel mio cammino formativo verso la meta del Presbiterato: farsi compagni “accompagnati”(!)
L’esperienza nella GiOC, la mia esperienza nella GiOC, può sintetizzarsi in quel «venite e vedrete»(Gv 1,39) di evangelica memoria.
Savio