Sto ormai concludendo il secondo anno di esperienza pastorale qui nella parrocchia di Santa Margherita; sto trovando una parrocchia giovane, che vuol educare i giovani perché siano loro il futuro della Chiesa.
La grande “qualità” se così si può chiamare che mi è rimasta impressa fin dall’inizio di questa esperienza è il senso di comunità che si fonda sulla Parola e ad essa sempre attinge per continuare a vivere la propria fede.
Una fede veramente gioiosa che si esprime nella celebrazione eucaristica: non potrò mai dimenticare la vivacità delle messe, dove, senza dubbio, ogni membro della comunità si sente a casa sua. Questo ritengo sia un elemento fondamentale per la vita di ogni parrocchia: il poter ritrovare la propria casa nella comunità di fede e in particolare nella celebrazione dell’eucaristia.
C’è però, probabilmente, un elemento che sta alla base di tutto questo ed è la relazione: relazione con Gesù e con le persone con cui ti trovi a vivere e in fondo la fede su che cosa si gioca se non nella relazione?
Infatti, i nostri formatori quando ci parlano dell’attività pastorale nelle parrocchie puntano molto sul fatto che non andiamo nelle parrocchie per “fare delle cose”, organizzare tante attività ma prima di tutto per vivere tra le persone nell’ottica di fede.
Forse proprio questo è la cosa più importante in una comunità di fede: la relazione; e certamente il prete (meta della mia formazione) non sfugge a questa dimensione per poter vivere la propria fede nel ministero a cui è chiamato.
Infatti fondamentale è stato ed è il vivere momenti con il parroco don Dino che mi guida in questa avventura e che mi forma per quella strada che il Signore mi invita a percorrere.
Le esperienze che subito mi ritornano alla mente sono: le domeniche dopo messa in oratorio con animatori e ragazzi, il sabato pomeriggio come catechista; inoltre l’estate ragazzi dove ho sperimentato il bisogno grande che i nostri ragazzi hanno di relazione forte.
Ma dietro tante attività a cui ho dato non più che un piccolo contributo, quello che in realtà rimane nel cuore sono le persone, i volti di chi ha condiviso con me un tratto di strada di quel lungo cammino che è la vita di ognuno di noi.
Sono convinto che per poter dare bisogna aver ricevuto qualcosa, questo vale soprattutto per chi si prepara a diventare ministro del Vangelo, se non hai ricevuto e accolto nulla dalle altre persone, con cui sei chiamato a condividere la tua vita, difficilmente potrai trasmettere loro e ad altri la fede.
Grande è quello che ho ricevuto e sto ricevendo dalla comunità parrocchiale di Santa Margherita.
Chiesa Andrea