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Testimonianza di Filippo 1. Penso che la “chiamata” sia qualcosa di assolutamente unico per ciascuno (guardate quante chiamate o vocazioni molto diverse nella Bibbia, o anche solo nel Vangelo!). Per me penso di poter dire che Gesù chiama per tutta la vita (ci “CHIAMA” già in vita attraverso i nostri genitori!) e in questo senso si può dire che è un lungo cammino: tante piccole tessere a cui sul momento è difficile dare un significato, un filo rosso che percorre tutta la tua vita: il filo della felicità, della vita riuscita, quello che unisce a Dio! A volte ti può essere dato di intuirlo questo filo, questo mosaico e qui ci può essere il momento decisivo, la scintilla (chiamatelo come volete!). 2. Sai, il coraggio non deve mai essere orgoglio o supponenza: niente da fare: o è Dio che ti sceglie e ti vuole con tutte le sue forze e ti dà la forza per farlo o non ce la fai. Per questo bisogna prendere sul serio fino in fondo la nostra umanità: non è un gioco al supereroe, ma, al massimo, se lui ti ha scelto e tu lo lasci fare e gli dici il tuo sì, è un lasciarti stupire di quali meraviglie può fare Dio con la tua povera umanità. 3. Per questo è importantissimo quello che dite: desiderio di amore concreto, di essere in due… Dio sa profondamente chi siamo e i nostri desideri più veri (è lui che ci ha creati!) ed è proprio il nostro SÉ più autentico che vuole realizzare in pienezza! E, se glielo lasci fare, lo farà, stai sicuro (è la sua gioia più grande!). Ma per questo due cose: 4. La possibilità di sposarsi? Credo che il contesto sociale ed ecclesiale dovrebbe cambiare notevolmente per permetterlo. Il celibato è sicuramente un mistero e, se Dio ti dà di viverlo in pienezza, è uno scioglimento dei confini dell’Amore; personalmente, la momento, mi piacerebbe però che ci fosse la doppia possibilità di scelta… Filippo (II anno di teologia) |
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